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L'angelo stanco

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  Quadro di Vladimir Lubarov Poesia ispirata a un quadro di Vladimir Lubarov Portava un angelo sulle spalle; un angelo stanco di stare a guardia dell'indicibile. Portava un angelo sulle spalle; e con lo sguardo sfiorava delicato una terra gelata e senza suono. Tutto era silenzio; tutto era silenzio eccetto il battito; tutto era silenzio eccetto il battito del cuore di un angelo stanco. ________ Testo  - inedito 2026 -  di Sergio Daniele Donati

De profundis (una scrittura in onore di Vladimr Lubarov e Arvo Part)

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  Opera di Vladimir Lubarov Ci sono stato a lungo davanti a quello specchio che pareva riprodurre all'infinito una nenia di memoria, terzine di suoni che erano balzi - avanti e indietro, per poi tornare, chissà dove.  Chissà dove? E ho tenuto a lungo lo sguardo fisso sulla candela sullo scrittoio alla ricerca dell'anima nera e nobile che sostiene ogni nostra tremula speranza.  Nero all'interno, bianco in mezzo, azzurro fuori, queste sono le alchimie di una fragile fiamma.    Ma tu non c'eri, né mi accompagnava la tua voce, non più. Allora mi sono rivolto ai semidei che abitano la mia libreria e ho cercato parole, lemmi di conforto. Ma le lettere si mescolavano come sotto uno sguardo fortemente dislessico e componevano continui nonsense in lingue arcane e sconosciute. Una sola aveva contorni di fuoco: una Alef, muta e regale.  Mi guardava dentro le iridi senza cercare nulla, o forse cercando il nulla che le abitava.  Fu allora che una goccia d'ambra mi ...