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Visualizzazione dei post con l'etichetta Erika Signorato

(Redazione) - "Una purificazione lirica tra memoria e infinito" - a proposito di "La memoria del sale" (Puntoacapo Editrice, 2025) di Erika Signorato - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Erika Signorato emerge nel panorama poetico contemporaneo con La memoria del sale , una silloge pubblicata nel 2025 da Puntoacapo Editrice, che rappresenta non solo un atto di creazione artistica, ma anche, a nostro avviso, un autentico itinerario esistenziale. Nata a Verona nel 1971, l'autrice porta nella sua poesia un bagaglio formativo radicato negli studi classici e musicali, intrecciato con luoghi dell'anima come Trieste, Vienna e le Dolomiti, che fungono da catalizzatori per una riflessione profonda sull'umano. E ben sappiamo come tali territori siano stati e siano ancora fertili per ciò che attiene l’intuizione e la scrittura poetica. La memoria del sale è la seconda opera di Erika Signorato, dopo In levare (2023), e conferma una voce pienamente matura, dove il sale – elemento primordiale, corrosivo e purificatore – diviene metafora centrale di un percorso interiore. Già il titolo titolo evoca un duplice registro: il sale come residuo della memoria, ciò che p...

(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 48 - Sette poesie inedite di Erika Signorato

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  di Sergio Daniele Donati "Accogliere" è un verbo denso di richiami e crea nell'animo di chi l'ascolta una sorta di anelito, una sottile linea di morbida speranza.  A volte capita ancora di incontrare poesia che, pur non citandola mai, fa dell'accoglienza uno dei suoi principali moti.  Certo, la Poesia, si perfeziona sempre nell'essere accolta dalle orecchie e dal cuore del lettore, ma nelle poesie inedite di Erika Signorato esiste anche un movimento contrario che fa sì che il lettore si senta assorbito ed accolto e, in un certo senso, accudito dalle lettere e dalle parole; da testi e tessiture, in altri termini. Quella di Erika Signorato è dunque poesia di cura , anche di chi la riceve, come dovrebbe essere, in effetti, quasi sempre in poesia. Dovrebbe...già! A tratti con linee di una scrittura poetica di testimonianza di un quotidiano o di eventi personali, questi inediti, tuttavia, non rinunciano mai al simbolo che diviene con abilità estrema e massima...