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(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 53 - "Espressionismo viennese tra pennello e parola": Oskar Kokoschka, il pittore che dialogava con i poeti

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  di Sergio Daniele Donati Una premessa Oskar Kokoschka (Pöchlarn, 1886 – Villeneuve, 1980) incarna una delle figure più complesse e rappresentative dell’Espressionismo viennese, un movimento culturale che, tra il primo e il secondo decennio del Novecento, ha profondamente rinnovato i rapporti tra arti visive, letteratura e teatro in un contesto mitteleuropeo segnato da crisi identitarie, sessuali, sociali e politiche. Pittore, poeta, drammaturgo e incisore, Kokoschka non si limita a esercitare parallelamente pittura e scrittura: le due espressioni si intrecciano in una sinestesia artistica che rielabora in chiave soggettiva e psicologica il concetto wagneriano di Gesamtkunstwerk, trasformandolo in un organismo unitario dominato da una tensione febbrile e visionaria. Fin dagli anni formativi, la sua produzione si caratterizza per un dialogo incessante tra immagine e parola: i dipinti assumono un ritmo frammentario e quasi prosodico, mentre le poesie si strutturano attraverso immag...

(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 51 - A proposito di "Linea di Mira" di Cristina Simoncini (Pietre Vive editore, 2025) - estratto e nota di lettura di Sergio Daniele Donati

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  di Sergio Daniele Donati " Linea di mira ",  raccolta d'esordio nel mondo della carta stampata di Cristina Simoncini , è la dimostrazione patente di un assunto che sta molto a cuore a chi qui vi scrive: certi esordi sono la manifestazione di un lavoro decennale sulla parola e manifestano una piena maturità, anche etica, nel dominio della parola poetica. Il dire poetico si sviluppa sempre su linee atemporali e dovremmo, il più possibile, evitare di dare peso ad elementi di cronologia del tutto irrilevanti.  Ciò che conta sono gli esiti del testo e, quindi, soprattutto nel caso di specie, certi "esordi"  non sono affatto "esordi" ma opere di piena maturità. Fatta questa doverosa premessa, non si può non notare come la raccolta si sviluppi come un continuum poetico in cui la memoria – sempre centrale nella poetica dell'autrice – non rappresenta mai semplice recupero di dati di vita vissuta, ma un processo di riattivazione critica e rielaborativa ...

(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 50 - Poesia (come "estensione del silenzio") e "sinestesia"

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  di Sergio Daniele Donati La poesia, sin dalle sue origini, si colloca in uno spazio liminale tra parola e silenzio. Cercherò con questo mio articolo di tracciare qualche linea di intuizione sulla relazione tra silenzio, sinestesia e parola poetica , senza alcuna pretesa di completezza, visti i nomi di coloro che nella storia del pensiero si sono occupati del tema con ben altre competenze.    La mia piccola tesi è che la poesia non sia solo atto di linguaggio , ma soprattutto evento creativo con un evidente effetto prolungativo del silenzio che precede (e abita) la parola.   In altri termini, è proprio la parola poetica a rendere, tra le altre cose, percepibile il silenzio, togliendolo dal dominio non solo del non-detto , ma anche dell'indicibile , e, in un certo senso trasformandolo in materia estetica .  Rainer Maria Rilke osserva: “ Il bello è solo l’inizio del tremendo ”¹, e in questa tensione tra parola e ineffabile si manifesta, a mio avviso, la p...

(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 49 - Oceani

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  di Sergio Daniele Donati (...)  ci sostiene un'ossatura liquida e il seme del   mutaforma  ha inscritto spirali di consapevolezza nelle nostre giunture. Per questo alle volte il nostro sguardo si fissa su un orizzonte mobile e fecondo. Cerchiamo altrove, assieme,  un luogo dove poterci dire ancora plurali e collettivi, dove il nostro grido identitario attiene solo ai licheni dell'esistenza. Là, tra i flutti, ci sentiamo l'un l'altro vinti, convinti  dell'inutilità della nenia che andiamo ripetendo  alle ossidiane  dei nostri stessi figli.  Ci guardano, come si guarda qualcosa che deve esser perso; come si guarda qualcosa che svapora  nelle nebbie del tempo e lascia sorrisi da Stregatto  in un cielo grigionebbia . La nostra aura azzurra è figlia del vento e del pianto, nipote dello squasso e di lave sacre la cui memoria è scritta nella pietra levigata dei nostri desideri.  (...)

(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 48 - Sette poesie inedite di Erika Signorato

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  di Sergio Daniele Donati "Accogliere" è un verbo denso di richiami e crea nell'animo di chi l'ascolta una sorta di anelito, una sottile linea di morbida speranza.  A volte capita ancora di incontrare poesia che, pur non citandola mai, fa dell'accoglienza uno dei suoi principali moti.  Certo, la Poesia, si perfeziona sempre nell'essere accolta dalle orecchie e dal cuore del lettore, ma nelle poesie inedite di Erika Signorato esiste anche un movimento contrario che fa sì che il lettore si senta assorbito ed accolto e, in un certo senso, accudito dalle lettere e dalle parole; da testi e tessiture, in altri termini. Quella di Erika Signorato è dunque poesia di cura , anche di chi la riceve, come dovrebbe essere, in effetti, quasi sempre in poesia. Dovrebbe...già! A tratti con linee di una scrittura poetica di testimonianza di un quotidiano o di eventi personali, questi inediti, tuttavia, non rinunciano mai al simbolo che diviene con abilità estrema e massima...

(Redazione) - Lo spazio vuoto tra le lettere - 47 - Solo tre parole (un sogno)

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  di Sergio Daniele Donati Sai bene , mi dicevi,  che non ogni esclusione  si conclude col ripudio, che il midollo del sigillo  è nella protezione e che ciò che non può  attecchire su terreni acidi trova spesso risposta fertile  in altri campi.  Certo, rispondevo, e so anche del dolore del primo passo dell'escluso verso una terra  ancora sconosciuta, della parola non eletta oggi a tornare nell'indistinto insieme  di ciò che oggi, ancora, non vien detto.  Al risveglio dal sogno le pareti della stanza  sembravano fluttuare  in un indaco sfocato quasi faticassero a prendere forma, o, anzi,  a scegliere  se manifestarsi o diluirsi davanti al mio sguardo estatico. Erano i perimetri incerti della parola quando ancora non viene espulsa,  sola,  dal reame del silenzio? O era un coro muto di voci bianche e bambine a prendere – o perdere  – contorno  davanti ai miei occhi? Mi alzai, senza sapere se fossi anc...