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(Redazione) - Una costante follia - 05 - Una poesia

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  di Anna Polin Chiamo la bellezza attraverso i capelli che si rigeneri la fibra nera, uterina e viva. Che lo scalpo sia del vento, che la chioma mi sia bandiera, ferina onda della linea del tempo. Io e te abbiamo costruito cattedrali, architetture interconnesse: dialoghi d’amore, le nostre balaustre. Quell’amore che è tutta sostanza, dove è espulsa la parola e il dire è fosforescenza di plancton, quell’amore tutto pieno. Io richiamo, richiamo la mia chioma, la sua linea del tempo e i suoi organismi acquatici, nostra preghiera.

(Redazione) - Paul Celan e Jacques Lacan: il soggetto, il significante e il Reale tra lingua e catastrofe - nota critica di Sergio Daniele Donati

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«Je ne suis pas un poète, mais un poème. Et qui s'écrit, malgré qu'il ait l'air d'être sujet.» [1] Premessa: oggetto, tesi e metodo Questo saggio propone un confronto fra la teoria lacaniana del significante e la poesia di Paul Celan, assumendo come testo-cardine Todesfuge , integrato dal discorso di Brema (1958) e dal Meridian (1960). L'obiettivo non è dimostrare una dipendenza di Celan da Lacan, né viceversa, ma verificare che cosa accade alla formalizzazione lacaniana del soggetto quando viene posta di fronte a una scrittura poetica nella quale il significante porta con sé una memoria storica irriducibile a una struttura astratta. Il metodo adottato combina l'analisi ravvicinata del testo poetico — lessico, sintassi, struttura ritmica e figurale — con la ricostruzione dei concetti lacaniani pertinenti (significante, soggetto barrato, ripetizione, tuché, Reale), nella convinzione che una lettura psicoanalitica della poesia debba procedere per attrito e non ...

(Redazione) - Nel verso del tempo: piccolo breviario di poesia - 08 - Tanto gentile e tanto onesta pare

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  Di Ester Guglielmino In quella parte del libro de la mia memoria, dinanzi a la quale poco si potrebbe leggere, si trova una rubrica la quale dice: Incipit vita nova. [Dante, Vita Nova, cap. I] Il termine ‘ rubrica ’ deriva dal latino rubrīca (da ruber: rosso) che rimanda all’ocra o terra rossa che nell’arte libraria antica s’usava per porre in evidenza particolari luoghi della stesura: l’asticella centrale del volume (l’umbilicus), la custodia che lo ricopriva, l’index che riportava titoli e autori, le lettere d’inizio capitolo, le annotazioni e i richiami.  Così, per estensione, nel corso dei secoli, il termine ‘ rubrica ’ ha finito per indicare ciò che, nel libro della memoria, si salva come ineliminabile ed essenziale.  Nella fattispecie, questa rubrica vuole essere uno spazio agevole e leggero dedicato alle poesie più famose che hanno accompagnato la nostra vita, quelle che abbiamo imparato ad amare assieme al profumo della carta sulle nuove antologie di scuola, que...

(Redazione) - Dissolvenze - 57 - Ruggero Ruggieri: l’ontologia della traccia e il teatro clandestino delle ombre nella nuova silloge fotografica “Showcase”

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di Arianna Bonino « Le parole nere sulla carta bianca sono l'anima messa a nudo .» Ho incontrato questa frase di Maupassant anni fa, leggendo il suo ultimo romanzo, Notre cœur e l’ho riletta l’anno scorso, scritta a mano da Ruggero Ruggieri con inchiostro nero su carta bianca sulla prima pagina della mia copia di La notte mi viene a cercare .  In quella silloge notturna di Ruggieri il nero non è assenza, ma densità di materia, lampo luminoso di pece, incisione bruciante. Angoli e scintille che già mi parlavano, mi richiamavano a chiedermi dove io fossi, chi, verso dove il tempo della notte riesca a portarmi. Sono gli interrogativi costanti di un viaggio in cui lo sguardo dello spettatore rivoluziona e ruota in equilibrio satellitare reciproco con quello di chi scatta e, ancora, con gli occhi chi è colto dal lampo del ritratto. Forse, in fondo a tutto, specchio infinito.  Chi sono, chi sei? Fin dai suoi primi lavori, assale e solleva ad ogni pagina fotografica di Ruggieri quest...

(Redazione) - Amerinda - 09 - La poesia è anticapitalista, i poeti un po’ meno

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di Antonio Nazzaro «Tutta la poesia è ostile al capitalismo / può diventare secca e dura non / perché sia povera ma per / non contribuire alla ricchezza ufficiale…». Così scriveva Juan Gelman nel 1965 nella sua silloge Cólera Buey (Colera del bue), pubblicata a Cuba. Spesso si richiama questa citazione per definire la poesia come se avesse un intrinseco anelito di libertà. D'altronde, creare qualcosa fuori dalle leggi del mercato oggigiorno è considerato, per molti, un atto di ribellione contro il sistema. Nel saggio Notizie delle attività liriche (tre metafrasi) – inserito nella raccolta Zig Zag (scritta tra il 1989 e il 1997 da Hans Magnus Enzensberger, pubblicata in Italia da Einaudi e qui citata nell'edizione spagnola di Anagrama del 1999) – il poeta e intellettuale sottolinea un aspetto fondamentale al riguardo: «[…] In controtendenza rispetto al progresso, nella nostra società industrializzata è quasi impossibile trovare qualcuno che non conosca a memoria almeno un ver...