Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Redazione

(Redazione) - Su "Christopher" (Interlinea ed., 2025) di Matteo Bianchi - nota critica di Rossella Pretto

Immagine
Matteo Bianchi, Foto-di-Alessandro-Canzian Si dovrebbe avere ali di farfalla, alla Blanche Dubois, per creare un’ora d’incanto e riuscire a pagarsi il rifugio di una notte. Con lo stesso disperato bisogno, si dovrebbe reggere lo strazio di quanto si perde per resistere a una vita ingorda (o accanita ) che espone inesorabilmente chi si consegna - il faro che illumina per un breve istante e poi ti lascia il tempo di un rimpianto, la dissipazione dell’esserci. In passato, i teatrini / del cuore non scritturavano ombre / ma angeli e demoni in carne e ossa / e da tutte le parti, nella fossa / di chi rammenta, nelle quinte ingombre // di macerie, nei cessi, nel foyer / annerito dagli incendi ferveva / l’incauta vita , direbbe Giovanni Raboni.  E Christopher risponde: Once perky red, the wall outside the “Chez Madame Arthur” theatre, now houses dead flies and faded photos behind cracked glass . Le sue farfalle sono morte, le foto sbiadite dietro vetri infranti. Si deve starci, in Kronos d...

(Redazione) - Dissolvenze - 54 - Discreto e continuo

Immagine
  di Arianna Bonino Ph. di Arianna Bonino Discreto e continuo La pagina inferiore della foglia dall’ultimo esemplare di una pioggia attinta la trattiene con lo stoma che succhia quell’umore bocca a bocca. Non pongono distanza sufficiente il verde e il vetro d’acqua tra di loro che possa consentire a quella lente di scorgersi e distinguersi dal coro: si fondono, sconfondono i confini, la lacrima credendosi già pianta. Ma l’altra per un attimo si specchia vedendosi riflessa e assai diversa. Precipita la goccia da quel tetto di faccia spaventata da se stessa ritratta dentro l’umida visione e muore, prima ancora d’esser persa.

(Redazione) - Fisiologia dei significati in poesia - 23 - Senso quantico: il problema ontologico

Immagine
  di Giansalvo Pio Fortunato La prospettiva avvincente di una riflessione analitica e fenomenica attorno all’atto poetico si fonda su una duplice linea di intendimento: strutturale ed operazionale . Laddove, infatti, una certa analisi più rigorosamente strutturale si istituisce attorno al verso come enunciato particolare e cerca di declinarlo negli elementi sostanziali di senso e riferimento, la necessaria integrazione di prospettiva verte sull’essenzialità di questo momento di linguaggio, ritrovando la centralità dell’attività poetica nell’individuo: come, quindi, il poeta è in poesia e cos’è per il poeta l’essere in poesia. Laddove, invece, una certa analisi più rigorosamente operazionale si istituisce attorno all’introspezione poetica ed al complesso mare magnum dell’interiorità solo meramente percettiva ed intuitiva, la necessaria integrazione di prospettiva è mossa dallo zoccolo duro del fenomeno di linguaggio, da quel senso e riferimento che scheletrizza e rende ordinario l’a...

(Redazione) - Anfratti - 16 - Due sassi

Immagine
  A cura di Alessandra Brisotto PARALUME È una scatola nera che dice qualcosa di te soltanto nel caso in cui succeda qualcosa Non illumina il corpo ma traspare il chiarore da dentro o da fuori se dentro non c'è. *** Litania, casa mia Non mi afferra Il vento Sotto il ponte Scorro Contro il tempo

(Redazione) - Voci dall'Umanesimo-Rinascimento - 11 - Giovanni Pontano e la grandezza d’animo.

Immagine
  Di Gianni Antonio Palumbo In attesa di tornare sulla Fabula di Orfeo di Agnolo Poliziano e concludere la nostra analisi sulla distanza tra la – pur bellissima – lettura di De Sanctis e l’effettiva polisemia dell’opera dello scrittore di Montepulciano, l’occasione della presentazione per il Centro studi Giovan Battista della Porta del libro curato dal professor Tateo, il De magnanimitate di Giovanni Pontano, ci induce ad affrontare un tema affascinante e di grande attualità, veicolato dalla trattatistica filosofica quattrocentesca. Una ghiotta occasione, per noi, di ritornare su uno degli autori più importanti del secolo XV, per il quale rinviamo alla prima trattazione che abbiamo fatto per “Le parole di Fedro”, disponibile al seguente link . Più precisamente il volume ha per titolo Giovanni Pontano, De magnanimitate. La grandezza d’animo per Andrea Matto Acquaviva , testo, traduzione e commenti a cura di Francesco Tateo. è stato edito da Congedo nel 2025 in una collana scelta no...

(Redazione) - Specchi e labirinti - 38 - A PROPOSITO DI “JACOPO. POESIE 1994-2025” DI UMBERTO PIERSANTI (EDIZIONI INTERNO POESIA)

Immagine
  di Paola Deplano Mi ha sempre affascinato il fatto che Dante immaginasse nello stesso luogo infernale – nel settimo canto dell’ Inferno , per l’esattezza – gli avari e i prodighi, due schiere di dannati che di primo acchito sembrerebbero incarnare peccati opposti, ma in realtà sono due facce della stessa medaglia: l’incapacità di avere un rapporto equilibrato col denaro. Del resto, tutta l’opera dell’Alighieri va avanti ad ossimori (“Vergine madre, figlia del tuo figlio”) e a punizioni da reazione uguale e contraria (il famoso “contrappasso”). Non mi spingo oltre a parlare di Dante, non ne ho abbastanza contezza, ma mi viene in mente questa suggestione degli avari e dei prodighi ogni qualvolta, nello stesso inferno quotidiano, vedo convivere un figlio autistico non verbale e un padre poeta, maestro delle parole. Sappiamo tutti che, prima ancora di venire al mondo nella realtà, i figli nascono nella mente e nei desideri dei genitori e un padre poeta senz’altro immagina di poter t...

(Redazione) - A proposito di Terra nullius (Anterem ed., 2026) di Doris Emilia Bragagnini - nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  Terra nullius (Anterem ed., 2026) di Doris Emilia Bragagnini si presenta come un territorio poetico da attraversare più che da descrivere, una geografia interiore che non si lascia cartografare, nel perimetrare, ma che si rivela per stratificazioni, per gocciolii, per affioramenti intermittenti. Siamo più vicini al piano poetico dell’intuizione che della illuminazione totale dell’oggetto, quindi. La definizione che accompagna il volume — « Terra nullius: la terra di nessuno. La terra dell'assenza e del vuoto. Dell'inconscio e dell'abbandono. E della libertà. » — non costituisce un semplice apparato paratestuale, ma diviene per il lettore, a ben vedere, una dichiarazione di poetica che indica che il vuoto non è privazione, bensì condizione generativa. Ci dice anche – e soprattutto – che l’assenza non è mancanza, ma spazio di possibilità; che la parola, per nascere, deve attraversare il silenzio. La bella nota critica di Laura Caccia che chiude il libro conferma questa tr...

(Redazione) - “Approdi” - nota critica a L’Atalante di Stefano Raimondi (Valigerosse Editore, 2024) di Sergio Daniele Donati

Immagine
L’Atalante di Stefano Raimondi, edito da Valigerosse nel 2024, chiude con la maturità di un approdo necessario la Trilogia dell’abbandono , avviata vent’anni prima e proseguita attraverso Per restare fedeli e Il cane di Giacometti. Il titolo, tratto dal film di Jean Vigo del 1934, non rappresenta mera citazione ornamentale ma vera e propria bussola lirica: la chiatta sulla Senna, il bacio subacqueo che rivela l’amato, il ritorno promesso eppure sempre differito diventano la grammatica stessa della raccolta. L’acqua non è sfondo né metafora accessoria; è sostanza, respiro trattenuto, perdono fisico, promessa stretta come salvagente contro la deriva del silenzio. Fin dal prologo – Anche le parole aprono i loro cerchi per tenere – si annuncia il gesto centrale del libro: le parole non descrivono, tengono , resistono, si fanno corpo contro l’affanno. Da qui si dipana un discorso che trasforma l’abbandono della trilogia in immersione feconda, in fiducia verso i fondali della vita. Il le...