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(Redazione) - "IL BERESHIT COME FONDAMENTO POETICO: forma, parola creatrice e ricezione nella tradizione poetica occidentale" - saggio critico di Sergio Daniele Donati

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  IL BERESHIT COME FONDAMENTO POETICO Forma, parola creatrice e ricezione nella tradizione poetica occidentale _____ Il saggio esamina Genesi 1,1–2,4a come matrice formale e concettuale per una riflessione sulla parola poetica. L’analisi distingue la configurazione letteraria del racconto sacerdotale, le interpretazioni sviluppate in tradizioni rabbiniche e mistiche, e la ricezione del paradigma cosmogonico nella letteratura occidentale. La tesi è che la Genesi non fondi una genealogia lineare della poesia, ma offra un modello di linguaggio creatore che gli autori successivi possono riprendere, trasformare o contestare. Il confronto con Dante, Milton, Blake, Ungaretti, Luzi, Celan e Szymborska è trattato come insieme di casi differenziati, non come prova di un’influenza uniforme. Si precisano inoltre i limiti dell’analogia fra parola divina e parola poetica: nel quadro teologico biblico la prima istituisce l’essere; la seconda configura esperienze e mondi di significato senza coin...

(Redazione) - "Eco e Narciso alla luce della filosofia del poetico", la poesia come luogo in cui il linguaggio ritrova la sua funzione smarrita - di Sergio Daniele Donati

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  La poesia come luogo in cui il linguaggio ritrova la sua funzione smarrita (Eco e Narciso alla luce della filosofia del poetico) Nella cultura greca il mito non è un racconto arcaico da interpretare, ma una forma di pensiero che continua a operare anche quando la filosofia sembra aver preso il sopravvento. Come ricorda Jean‑Pierre Vernant: " il Mito non argomenta: mostra ". Mostrare significa dare figura a ciò che non può essere detto in forma concettuale, trasformare un limite in un gesto, una tensione in un corpo, un enigma in una scena.   Eco e Narciso appartengono a questo regime della visibilità pensante: non spiegano nulla, ma rendono visibile ciò che nella parola e nello sguardo resta incompiuto. In loro il mito non illustra un’idea: la fa accadere. E proprio perché accade, diventa materia per la poesia, che non si limita a raccogliere ciò che il mito espone, ma lo porta oltre, trasformando il limite in possibilità. Quando Ovidio , nel libro III delle Metamorf...

Alcune riflessioni sullo "stato delle cose" in poesia di Mauro Ferrari

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  Un breve cappello introduttivo “ Che fare?” La poesia onesta e importante (termini banali ma che qui hanno senso) esiste e non è raro trovarla in vari cataloghi editoriali (a volte persino nei maggiori...), ma in un mondo in cui si scrivono migliaia di recensioni, si sfornano antologie più o meno “autorevoli”, si creano gruppi e si litiga sui social, non si riflette abbastanza (mai) di poetica : l’utilizzo di strumenti rapidi ed efficientissimi, nel bene e nel male alla portata di tutti, infatti, non sta producendo risultati apprezzabili sul fronte della poetica, parola che sembra bandita dalla discussione e dal confronto. Si resta a livello di ricerca individuale, di idiosincrasie espressive, o al massimo di gruppi che si riconoscono in un progetto organizzativo o editoriale. Per di più, la conoscenza approfondita e sincera della “situazione” della poesia e delle nefandezze che la stanno rovinando ( che l’hanno già rovinata ...) è affidata soprattutto agli incontri amicali, alle...