Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Cinzia Coppola

(Redazione) - "Poesia come vita, morte, metamorfosi" - a proposito di "Un astro piccolo piccolo" di Cinzia Coppola (Delta ed., 2025) - nota critica di Sergio Daniele Donati

Immagine
  Con Un astro piccolo piccolo (Delta ed., 2025), Cinzia Coppola ci consegna una poetica fondata su un’idea dinamica, un territorio in cui vita e morte non si oppongono ma si compenetrano, generando un campo di tensione che, a ben vedere, attraversa l’intera raccolta. La vita, non solo poetica, è presentata nella raccolta, difatti, come un processo di trasformazione continua, un movimento che non procede per linearità ma per scarti, deviazioni, ritorni inattesi. L’identità non è mai per al poeta, dunque, un blocco compatto: si espande, si restringe, si dissolve e si ricompone, come se la soggettività fosse costantemente esposta a un flusso che la supera e la ridisegna. La morte, in questo quadro, non può essere solo un evento conclusivo, ma diviene una condizione che accompagna l’esistenza fin dal suo inizio, un’ombra che non paralizza ma rende più acuto il gesto del vivere. La metamorfosi diventa così il dispositivo centrale della raccolta: il soggetto si identifica con elementi ...

(Redazione) - "Un diario di luci alterne" - A proposito di "Un astro piccolo piccolo" di Cinzia Coppola (Ed. Delta3, 2025) - nota di lettura di Carlo Di Legge

Immagine
Un libro di poesia è un insieme di componimenti in versi, che a differenza di una raccolta vengono tenuti insieme da un comune divisore: può trattarsi dell’argomento, del tipo di linguaggio usato, dello stile, o di altre componenti. Questo di Cinzia Coppola, con prefazione di Eleonora Rimolo, è un testo con evidenti riflessi autobiografici, proposto in una modalità abbastanza distante ma non sempre lieve, a cominciare dal titolo, in cui il bagliore dell’astro immaginato per l’analogia tende a perdersi nell’immensità dei punti dell’universo, dove un astro è comunque “piccolo piccolo”: ma serve pubblicare a proporcene la dimensione, perché qualcosa venga comunicato e resti, per “dire/una parola che ci sopravviva” (52). Ancora una volta il ricorso alla poesia sembra essere funzione di relazione, di comunicazione e di espressione. Se in questo caso è così, si potrebbe parlare, a titolo del tutto indicativo e mai con pretese di esaurire la complessità presente, del doppio registro in cui u...

Due poeti allo specchio (Cinzia Coppola e Sergio Daniele Donati)

Immagine
    Destinazione Galapagos (di Cinzia Coppola – inedito 2024) Aurora di materia ingannevole, un motivo fatto a onde ci sveglia. Difficile dire di quella percezione visiva, soprattutto è rumore, frecce di parole -trasparenti, stimolo primitivo per immaginare alla perfezione, lampi residui del pensiero. Poi basterà sederci sulla riva a guardare i nostri sogni, li vedremo rifrangersi come flutti nel mare, e bagnati entrarci negli occhi. Destini (di Sergio Daniele Donati – inedito 2024) Restiamo immersi nelle striature corallo di un cielo che impera — soglia mutabile dei nostri desideri trasmutati in sogno — L'occhio del mondo sulla nostra pelle è stimolo e lenimento al bruciore della parola. Restiamo fermi e capaci dell'ascolto senza intenzione del ramarro e della poiana.