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(Redazione) - "La geologia della voce" - A proposito di "Voragini d’azzurro" (Interno Libri Edizioni 2025) di Adriana Tasin - nota di lettura di Sergio Daniele Donati

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  Ci sono libri che non si limitano a essere letti: vanno interiormente vissuti. Voragini d’azzurro ( Interno Libri Edizioni 2025 ) di Adriana Tasin appartiene a questa categoria rara, in cui la poesia non costruisce una raccolta, ma un corpo.  Un corpo verticale, stratificato, minerale, un corpo che sale e precipita, che si apre e si richiude, che si frattura e si ricompone: un corpo che respira come una montagna, che custodisce voci, che trattiene morti, che genera domande. La prima di queste domande è anche la più antica: « Che cosa c’è al di là? ».  È la domanda che pare attraversare il libro come una fenditura, come una crepa che non si rimargina.  È la domanda che la montagna stessa sembra pronunciare, come nell’epigrafe di Ritsos : « l’ah della montagna ».  È la domanda che i vivi rivolgono ai morti e che i morti restituiscono ai vivi. È la domanda che la poesia non risolve, ma amplifica. La voce di Adriana Tasin si muove dentro questa domanda con un...

Lettera aperta a Laura D'Angelo - non nota di lettura su "Cuore Puro" (Interno Libri, ed., 2024) di Sergio Daniele Donati

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  Ci ho messo tanto, forse troppo, prima di riuscire a scrivere sulla raccolta " Cuore Puro " (Interno Libri, ed., 2024) di Laura D'Angelo , e di sicuro per questo ritardo me ne vorrà l'autrice. Ma c'è un motivo profondo se ho coniugato ulteriore lentezza e rielaborazione interiore ai miei soliti ritmi pachidermici, in questo caso.  Perché quest'opera sfugge ad ogni definizione di genere cui siamo soliti appoggiare gli incipit delle nostre note. È per ammissione della stessa poeta raccolta di prose poetiche ma in essa troviamo anche delle vere e proprie poesie, è descrittiva, ma allo stesso tempo rielaborativa del più antico ed esplorato dei sentimenti: l'amore, le ci diverse declinazioni la poeta qui ci propone con chirurgica abilità. E allora questa mia non poteva prendere una forma usuale di nota di lettura perché nel leggere l'opera ho provato un piacevole spaesamento, quasi fossi condotto come un bimbo al parco giochi, per mano da una mano adulta ...