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Visualizzazione dei post con l'etichetta Mario Luzi

(Redazione) - Paul Celan e Mario Luzi: paralleli e divergenze - di Sergio Daniele Donati

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Foto di Sergio Daniele Donati La comparazione tra Paul Celan ( Czernowitz; 1920 – Parigi 1970) e Mario Luzi ( Firenze; 1914 – 2005) non si fonda su un dialogo diretto né su corrispondenze documentate, ma su un confronto ideale che nasce dalla comune appartenenza alla crisi novecentesca, in particolare sul piano del linguaggio poetico. Non si tratta dunque di un dialogo reale, bensì di una comunicazione implicita tra poetiche distanti e al contempo limitrofe, che trovano nella fragilità della parola e nella sua tensione verso l’oltre un terreno di convergenza inattesa. Paul Celan, ebreo rumeno di lingua tedesca, sopravvissuto alla persecuzione nazista e segnato dalla Shoah e dalla morte dei genitori, elabora una lirica che interroga il silenzio come condizione originaria del dire dopo Auschwitz.  In questo quadro si possono tracciare linee di approfondimento sulla relazione tra la crisi della parola poetica e l’assenza della parola divina di fronte alla catastrofe, come hanno in...

(Redazione) - Specchi e labirinti - 17 - A proposito de "L’estate dell'altro millennio " di Umberto Piersanti

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di Paola Deplano Non ho mai nascosto – anzi, ho piuttosto esibito, scrivendone sia qui che altrove – la mia sconfinata ammirazione per il poeta Umberto Piersanti . Del resto, quando uno è definito da più parti una delle voci poetiche più rilevanti del Novecento, c’è poco da aggiungere. Nel mio piccolo, però, qualcosa la vorrei aggiungere: non esiste solo il Piersanti poeta, ma anche il Piersanti narratore.  L’estate dell’altro millennio , edito da Mursia nell’ormai lontano 2013, è una delle sue migliori opere in prosa, sia per la compattezza e la coerenza di scrittura che per le tematiche trattate.   E questo, mi preme sottolinearlo, è stato detto non solo dalla sottoscritta, ma, tra gli altri, da un poeta a me molto caro ed indiscutibilmente “enorme”, Mario Luzi, che ho avuto il privilegio e l’onore di conoscere personalmente a Siena, durante gli anni universitari. In poche righe egli traccia il miglior biglietto da visita di questo romanzo: (Da il Venerdì - la Repubblica 06...