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(Redazione) - A proposito di "L'altra ora" (Il Convivio Editore, 2025) di Francesco Balasso - nota critica di Sergio Daniele Donati

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  Nella raccolta L'altra ora (Il Convivio Editore, 2025), Francesco Balasso costruisce un paesaggio poetico di notevole intensità e maturità, un lavoro che cattura con lucidità e grazia l'esperienza del tempo interiore, della memoria frammentaria e della vita urbana contemporanea. Radicata in uno sguardo veneto-metropolitano che trova eco nell'epigrafe di Paola Silvia Dolci (p. 7), la raccolta si articola in un flusso organico di immagini e riflessioni, suddiviso in sezioni – "Scenografie" (p. 9), "Antico, Più Antico, Primordiale" (p. 29), "Mezzanotte e cinque" (p. 49) e "Genetica della felicità" (p. 63) – che funzionano come movimenti di un unico discorso lirico.  Il verso libero, ritmato da inflessioni jazz e cinematografiche, trasforma il quotidiano in rivelazione, senza mai cadere nella retorica: asfalto, parcheggi, manifesti, lune park diventano simboli di una condizione umana insieme precaria e ostinatamente luminosa. Con un li...

(Redazione) - A proposito di "Materiali per un respiro" (Il Convivio Editore, 2025) di Giuseppe Semeraro - nota critica di Sergio Daniele Donati

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Nella sua raccolta Materiali per un respiro (Il Convivio Editore, 2025), Giuseppe Semeraro delinea un paesaggio poetico intriso di un lirismo materico, dove il respiro si erge a metafora cardinale dell'esistenza umana, un a sorta di soffio effimero che intreccia le radici meridionali con l'universalità del dolore e della redenzione 1 . Ben r adicato in un Sud pugliese che riecheggia l'epigrafe bachmanniana del paese primogenito (p. 5), il volume si dispiega attraverso sezioni tematiche – "Frigole" (p. 9), "Terre" (p. 23), "Madri" (p. 43), "Morti" (p. 55) e "Preghiamo" (p. 69) – che, a nostro avviso, non rappresentano mere partizioni, bensì costituiscono un continuum organico in cui la poesia assume una dimensione performativa, ereditata evidentemente anche dall'esperienza teatrale dell'autore. Qui, il verso libero si fa eco di un dramma interiore, dove la lotta quotidiana contro il peso dell'essere si disti...

(Redazione) - A proposito di Stanza d’anima (Collettive edizioni indipendenti, 2022) di Maria Grazia Palazzo - nota critica di Carlo di Legge

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Maria Grazia Palazzo Stanza d’anima Collettive edizioni indipendenti  – Lecce, 2022 Nota di lettura di Carlo Di Legge … sono qui a preservare posti vuoti su tavola imbandita, stanza d’anima… (20) Anche qui come nelle precedenti pubblicazioni, l’autrice, avvocato e competente di teologia e filosofia, ha inserito alla fine una propria nota di commento ai versi, con cui intende offrire al lettore qualche indicazione, una linea di lettura su quel che ha voluto comunicare all’altro.  Legittimo, perché con questo niente si toglie all’interpretazione che tocca a ciascuno e si potrebbe anche leggere prima i versi poi la nota-postfazione. Invece le tre pagine che, sempre in fondo, precedono la nota finale sono del poeta e docente Elio Coriano, un testo poetico di respiro, quindi, che a me sembra pertinente non solo alla poesia in generale, ma anche pertiene alla radicalità di certa poesia, iniziando “la poesia vera non fa sconti a nessuno”. Torna bene al libro: pubblicato nel maggio 20...

(Redazione) - "Una coerenza in metamorfosi" - a proposito di Adriana Gloria Marigo - una nota critica di Sergio Daniele Donati

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Leggere in sequenza Astro immemore (Prometheus, 2020), Metrica del tempo (Delta3 Edizioni, 2024)  Piccolo florario (puntoacapo, 2025) e E l’altre stelle (Edizioni A.C. Pelagus, 2025, Vol. I, con Paolo Menon) di Adriana Gloria Marigo significa assistere a una metamorfosi interna che non rompe mai la coerenza di fondo. La poesia, caratterizzata sempre da una tensione anche etica costante, si muove lungo un asse che potremmo definire così: dal paesaggio come rivelazione cosmica, al mito come grammatica del reale, fino al fiore come epifania minima e assoluta, senza dimenticarsi della funzione anche dialogica del poetico. Già in Astro immemore la natura non è sfondo ma dispositivo conoscitivo: il Lago Maggiore, i venti, le morene prealpine sono il teatro in cui la luce si fa pensiero. In Metrica del tempo la scena si amplia verso una vera teologia del nome, dove dèi, figure mitiche, pittori, musicisti e poeti vengono convocati come interlocutori di un pensiero che interroga il t...

Lux Aeterna #3

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  Ascoltando Lux Aeterna di Györghy Ligeti C'è una crepa nel ghiaccio; prima  di ogni cosa un solco tenace.  Il suono gutturale di un sordo comando: vibrino le membrane                   [L a tenuta fonica                    è una maschera di silenzio                    prolungato verso l'eternità                              Per favore sostieni                    il mio nascondimento                    dentro il seme] Ti sia tolto il nome e ridata l'argilla. Non ho mescolato polvere e respiro dalla penombra di un gesto, ma da dietro le palpebre di un mondo ancora da creare. Testo - inedito 2026 - di Sergio Daniele Donati L...

Due poeti allo specchio (Ilaria Palomba e Sergio Daniele Donati) - "Dialogo dell'Abbandono"

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  L’ABBANDONO L’abbandono, messa bianca, una stella nella forza minima dei giardini al mattino, il canto di due colombi nel crocicchio antistante il primo bar. Di noi cosa diranno? Di te, resta l’incanto, le labbra stanche di un mucchio di fotografie lasciate cadere ai bordi di una stanza senza occhi. (Ilaria Palomba) Ogni atto di scrittura crea parole orfane; lemmi non eletti al rango di diamante del foglio bianco. Pelli di biscia, come sempre, concimano il muschio e il passo cauto dello sciamano scivola nel silenzio. (Sergio Daniele Donati) Sembrava un luogo comune, che i morti avessero nove vite ulteriori erano, tutti quanti, sulle scale corrusche della discesa infera venivano a sedurci gli altipiani dove gli spiriti migrano e sanno di non poterci più stringere in carne, eravamo sbiaditi con le ombre. (Ilaria Palomba) Comune ad ogni luogo è la scansione goccia a goccia dei tempi dell’evanescenza. Conosco i tuoi timbri e i tuoi cembali e ne resto incantato. (Sergio Daniele Dona...

Il sogno della stalattite

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  Se al risveglio avessi rispettato   il monito sordo della stalattite   e ascoltato colare la goccia   di una nostalgia salina,   ora non affiderei alla parola   il tentativo sterile   di tacitare l’urlo di chi sa   che tutto si può cercare   meno il tempo   che non si è vissuto. _____ Testo - inedito 2026 -  di Sergio Daniele Donati

(Redazione) - “La densità del reale” - nei dintorni di “Pietre e miraggi” (Pequod, 2025) di Luigi Palazzo - estratto con nota critica di Sergio Daniele Donati

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Luigi Palazzo , poeta salentino nato nel contesto di una tradizione letteraria meridionale emerge con Pietre e miraggi (peQuod, 2025 ) come una figura liminale, sospesa tra il radicamento tellurico del Sud e l'erranza esistenziale del ritorno. I l volume si articola in due sezioni: Polvere e campane (pp. 11-27) e Andante ritorno (pp. 29-48), precedute da una dedica materna (" A mia madre / che vince sull’assenza ", p. 7) e da un epigrafe di Giuseppe Alessandro Rizzo (" Come ogni altro luogo del resto, / ogni posto diventa il ritorno per qualcuno, / non più vuoto di ricordi ", p. 9). Con un totale di circa quaranta testi, prevalentemente in verso libero, Palazzo orchestra un discorso poetico che intreccia l'archeologia del paesaggio pugliese con l'introspezione lirica, dove il " miraggio " simboleggia l'illusione effimera del progresso e la " pietra " l'inesorabile peso della storia. Notevole esito, per chi si accinge ad u...