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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

"Souviens- toi de vivre" (Puntacapo. ed., 2026) - video lettura di Stefania Calesini

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  "Souviens-toi de vivre"  (Puntoacapo ed., 2026) è un'opera collettiva, plurale, dialogica, tra quattro poeti (Adriana Tasin, Antonella Sica, Camilla Ziglia e Sergio Daniele Donati). L'opera è frutto di un laboratorio poetico durato tre anni in cui si sono indagate le essenze del dialogo in poesia, svolgendo ben diciannove tappe di serrato incrociarsi di richiami tra i testi, tra le singole suggestioni, tra le voci dei poeti – differenti tra loro – che hanno portato alla creazione/manifestazione della voce del dialogo stesso in poesia.  Siamo felici, onorati e commossi di presentare una lettura di 4 testi tratti dalla raccolta da parte di Stefania Calesini , la cui splendida voce manifesta la profonda comprensione dell'opera e ascolto profondo delle linee di dialogo sottese nell'opera.  A lei i nostri più veri ringraziamenti La videolettura di Stefania  Calesini 1   -  Antonella Sica (tappa 3) 2 - Sergio Daniele Donati (tappa 9) 3 - Camilla Zigli...

Battiti

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  Cercavo un'apertura,  un varco di giada  nella dittatura della parola, un dire che dicesse (senza dirlo) del desiderio di non dire più. Poi tornavo agli alfabeti nascosti, alle conte dei respiri, ai computi ossessivi degli incagli e dei luoghi in cui la parola si fa canto di sirena per un Odisseo inesistente. Allora ero altrove,  privato d'intenzione, e tu eri la compagna  di un gioco eternamente bambino. Mi contavi i battiti di ciglia perché il mio cuore allora, lo sai, era inaccessibile anche a me stesso.

Scolora verso l'indaco

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Scolora verso l'indaco il pensiero nell'ora in cui vibrano tele di ragno, come cetre.  Dove poggio i piedi non è il mio mondo - anche se ne porta traccia. La mia terra è il deserto dei miraggi, là dove  ho imparato a camminare  a spirale, per non esser  accecato dal sole.  Mi chiedi da dove io venga? Vengo da una crepa d'una storia antica, vengo con mani impolverate e ginocchia sbucciate a pregare il mondo  di venerare le stelle ch'io ho dovuto dimenticare. _____ Testo di Sergio Daniele Donati  Progetto video e lettura  di Stefania Calesini

(Redazione) - Metricamente (Prontuario di sopravvivenza metrica) - 07 - Liberamente, poesia

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  Di Ester Guglielmino Fin dal primo contributo di Metricamente abbiamo avuto modo di spiegare quanto saldo e imprescindibile sia il rapporto tra musica e poesia. Sia che si voglia partire dal ditirambo antico sia che si faccia riferimento all’arcaica lirica monodica, la storia del genere ci insegna che la sua essenza più specifica risiede nell’interdipendenza strettissima tra il ritmo, il senso e la parola. Memori di ciò, abbiamo ab origine chiarito che la metrica non può rappresentare altro se non il tentativo, fatto a posteriori, di cogliere e classificare come regolari le spinte entropiche insite nell’atto stesso dello scrivere; operazione, questa, che, da un lato, ha permesso uno studio tecnico più consapevole della forma poetica ma, dall’altro, ha finito per imporre un controllo sempre più pesante e strutturato alla spontaneità della composizione. E quindi, approssimandoci - a un anno esatto di distanza - ad un inevitabile commiato, potevamo forse esimerci da una trattazio...

(Redazione) - 56 - Lo spazio vuoto tra le lettere - Il monologo drammatico come arma politica: Carol Ann Duffy e la dissezione del presente

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di Sergio Daniele Donati La raccolta di Carol Ann Duffy, Politica , [con traduzione e cura di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera (Crocetti Editore, 2026)], costituisce un’antologia di straordinaria densità militante e di acuminata forza corrosiva. La poetessa scozzese si serve, con esiti davvero magistrali, della parola poetica come strumento di dissezione chirurgica del corpo sociale britannico, attraversando quasi mezzo secolo di storia nazionale, dagli anni Ottanta del thatcherismo fino alle contraddizioni del nuovo millennio. La politica non viene qui dall'autrice intesa come astrazione ideologica, bensì come esperienza carnale, fisica, vissuta e patita nella carne di soggetti marginali, oppressi o irrimediabilmente alienati. Il monologo drammatico in Duffy è centrale e presenta caratteri sia di eredità che d’innovazione. Uno degli elementi più significativi e originali della poetica di Duffy risiede infatti nel suo impiego del forma monologica , magistralmente ereditat...