(Redazione) - Dissolvenze - 55 - Salamandra
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| di Arianna Bonino |
L'onnipresente Iddio creò per
primo un giardino”
Francis Bacon
| Hieronymus Bosch - trittico del Giardino delle delizie (De tuin der lusten, lett. "Il Giardino dei desideri"), o del Millennio, 1480-1490 ca., museo del Prado, Madrid (link) |
Giardino: fuga, segreto, illusione.
Luogo bambino, incantesimo.
Ogni volta che penso al mio giardino, quello che c’è ma non esiste, so che è l’intrico dell’altra vita, lo spazio della verità selvaggia, meridiana senz’ombre, eterno verde.
Trasformare un terreno di rovi e pietre da bisce in un giardino segreto non è poi così complicato.
È sufficiente ritagliare una stradina invisibile nel folto, evitando di tirar dritto, mimetizzare il sentiero, lasciare al loro posto rami da graffio e ortiche ardenti, e non violare mai, per nessuna ragione al mondo, il patto tacito con le lucciole, che proprio su quelle erbacce senza nome ogni estate faranno i bozzoli di candida bava, bianca d’un bianco più bianco del bianco degli occhi dei cani alla bianca luna.
E barricate nel mistero invalicabile di quel vischioso involto, un bel giorno, anzi una notte - notte di fruscii di topo e di tremendo gracidare di rane - spiccheranno la prima luce, il battito che via via farà costellazione con dieci, cento, mille altri battiti, mappa siderale, strada delle stelle.
È di notte che si deve andare in un giardino come questo e guai a non rimanere impigliati negli artigli stregati, guai a non pungersi e piangere succhiando la ferita amara di limone.
Sul pero silenzioso colonne di formiche avanzano crudeli come corda da cappio, avvolta senza tregua sul tronco, nera serpe delle origini, malizia, condanna brulicante, tortura zuccherina.
È un giardino, il mio, di mostri naturali che mi aspettano.
Le fauci a volte quiete, a volte carnivore braci.
È il prezzo da pagare, il rischio di finire in qualche pozzo strano, per sempre puniti dalla meraviglia delle muffe, storditi dall’odore del fondo.
Oppure, morsi da un insetto invisibile, rimanere immobili per sempre e vivi, via via ricoperti d’edera, trasformati in carne vegetale, in un mutismo d’estasi e dolore.
Farsi pianta nel giardino, farsi pietra con gli occhi, uovo caduto.
Diventare l’istante prima di ogni cosa.

Stupendo🙏: "diventare l'istante prima..."
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