(Redazione) - “La materia inquieta del verso” - a proposito di "Dissolvenze e sussurri" (La Valle del Tempo, 2025) di Antonio Spagnuolo - nota critica di Sergio Daniele Donati
La poesia di Antonio Spagnuolo richiede una lettura ravvicinata, interna, e non solo per la lunga militanza poetica e per il peso indiscutibile dell’autore nel panorama contemporaneo. Ciò avviene soprattutto perché a livello di tessitura poetica la sua scrittura si presenta come una materia mobile (e nobile), densa, attraversata da vibrazioni che trasformano ogni immagine in un processo.
Con
Dissolvenze e sussurri (La Valle del Tempo, 2025) il poeta
costruisce un organismo espressivo in cui colore, corpo e memoria
agiscono come forze dinamiche, capaci di generare continui
slittamenti sinestetici percettivi.
Il
verso si muove, stratifica, apre varchi, e la parola diventa un luogo
di trasformazione; pertanto, la lettura deve seguire la logica
interna di queste metamorfosi, anzi forse dell’idea di metamorfosi
stessa.
Fin
dalle prime pagine, la direzione del libro si chiarisce attraverso
l’immagine di cui al verso «Affonda nel cobalto ogni idea»
in Bluesky/word (p. 9), dove il colore assume una funzione
conoscitiva e imprime al pensiero una profondità immediata.
Il
colore qui non è solo simbolo o, al contrario, percezione, ma
qualche cosa che si situa esattamente al centro tra questi due
estremi: una materia che trascina altrove, modifica.
Il
lessico cromatico — «pervinca», «indaco», «oltremare» —,
spesso presente, introduce una sorta di pigmentazione mentale
che orienta la percezione e definisce un campo sensoriale in cui la
luce diventa principio di pensiero.
Siamo
dunque nel campo della sinestesia più nobile e densa, della
percezione visiva che si fa guida prima di diluire in simbolo.
Questi
tipo di densità dell’immagine trova un confronto utile con
Giorgio Caproni, soprattutto per la capacità di concentrare
l’esperienza in nuclei essenziali e carichi di energia; tuttavia,
la differenza emerge con chiarezza, perché Antonio Spagnuolo
sviluppa una dinamica più espansa e sensoriale, in cui il cobalto
non è un punto fermo ma un campo di immersione.
Giorgio
Caproni, lavora per sottrazione, Antonio Spagnuolo per saturazione:
la tensione tra queste due posture critiche si radica proprio in
questo primo nucleo figurativo.
La
stessa energia si ritrova nella pagina successiva, quando «È il
mouse che tallona ogni linea incisa nella memoria» in Ventagli
(p. 10) definisce un rapporto diretto tra gesto quotidiano e dinamica
psichica.
Il
mouse diventa un’estensione della memoria, e il verbo “tallonare”
imprime un ritmo di inseguimento che attraversa l’intero libro.
Il
lessico — «stralcio», «turbinio» — accentua la mobilità
interna del verso, mentre la scelta di un oggetto tecnologico come
vettore di memoria introduce una tensione contemporanea che si
innesta con naturalezza nella trama sensoriale del libro.
Questa
tensione si amplifica quando la pittura incontra l’eros, come
accade, ad esempio, in Pennelli (p. 11), unica poesia della
raccolta che vi proponiamo in estratto, dove «Si accende
abbarbicata alle forme la grafica che osserva il mondo intero in un
amplesso». La visione assume una dimensione fisica, la grafica
diventa un corpo che tocca e incorpora, e il lessico eccedente —
“abbarbicata”, “estasi”, “affinità
espressive” — costruisce un’atmosfera di saturazione che
definisce la postura del libro. Parallelamente, la sovrapposizione
tra gesto pittorico e gesto erotico produce una figurazione che si
espande oltre la descrizione, trasformando l’immagine in un atto.
Questa
corporeità ritorna con forza in Sogno (p. 13), dove il verso
«Io con violenza la palpo per accertarmi che sei di nuovo viva»
combina un gesto netto con una sintassi composta, generando una
tensione tra fisicità e controllo che caratterizza molte pagine del
libro. L’eros diventa un atto di verifica, un contatto che conferma
la presenza e restituisce al corpo una funzione conoscitiva.
La
vibrazione materica raggiunge uno dei suoi punti più intensi in
Erosioni (p. 22), dove il verso «la tua carne come trina
impreziosita nel delirio dell’ignoto» introduce una
delicatezza che convive con un campo semantico di forte intensità
emotiva. La figura retorica genera un attrito che produce energia, e
proprio qui emerge una prossimità laterale con Antonella Anedda:
la “trina” richiama la sua attenzione alle fibre, ai margini,
alle minime oscillazioni della materia.
Tuttavia,
la differenza si manifesta immediatamente nel passaggio successivo,
quando Antonio Spagnuolo introduce il “delirio dell’ignoto”,
intensificando il campo emotivo e spostando la percezione verso una
saturazione che Antonella Anedda non cerca mai.
Il
dialogo è obliquo, ma fertile, e trova in questa pagina la sua prova
più evidente.
La
materia del mondo entra poi nella dimensione civile, come accade in
Gerusalemme (p. 27), dove «le pietre tremano stanche»
e «un seme tra polveri e macerie» restituiscono alla scena
una vibrazione che attraversa la materia stessa. La guerra appare
come un movimento che coinvolge la sostanza del mondo, e la poesia
diventa luogo di ascolto della materia ferita.
Infine,
la tensione metafisica si concentra in Dies irae (p. 28), nel
verso «scommetto che anche Cristo mi rifiuta» si innesta su
un lessico — «scotomi», «bragia», «verderame»
— che costruisce un ambiente corrosivo, segnato da processi di
trasformazione e da una percezione acuta della fragilità.
Tuttavia,
la voce mantiene una compostezza che conferisce alla dichiarazione
una forza meditativa.
Nel
complesso, Dissolvenze e sussurri sviluppa una poetica fondata
sulla densità del linguaggio e sulla capacità della parola di
generare forme in movimento.
Il
colore, il corpo, la memoria e il desiderio si intrecciano in una
trama che privilegia la vibrazione, la stratificazione e la
continuità percettiva al simbolo puro.
La
poesia si manifesta come evento, come materia inquieta che si espande
e si trasforma nel momento stesso in cui prende forma.
Questa
dinamica interna, sempre tesa tra impulso sensoriale e controllo
formale, definisce la postura più matura e tenuta di Antonio
Spagnuolo: una scrittura che non cerca l’immagine come
risultato, ma come processo, come luogo in cui la percezione si
addensa, si incrina, si rigenera.
La
materia verbale non è mai statica; si muove, si complica, si apre a
una pluralità di registri che convivono senza fratture.
Il
colore nella raccolta diventa pensiero, il corpo diventa ritmo, la
memoria diventa spazio di risonanza e ogni testo si colloca così in
un continuum che non procede per episodi, ma per onde successive, in
cui la stessa immagine ritorna trasformata, più profonda, più
luminosa.
All’interno
di questo movimento, le comparazioni critiche con Giorgio Caproni
e Antonella Anedda non funzionano come genealogie o modelli,
ma come punti di tensione che permettono di misurare la specificità
della voce di Antonio Spagnuolo nella relazione con due grandi poeti
del secolo scorso.
La
sottrazione di Giorgio Caproni e la rarefazione di Antonella Anedda
diventano due poli che illuminano, per differenza, la scelta di una
lingua che preferisce la saturazione, la densità, la vibrazione
continua.
È
proprio in questo scarto che si riconosce la piena autonomia del
libro: una poesia che non si appoggia a tradizioni, ma le
attraversa per generare una propria energia, una propria temperatura,
una propria forma di presenza.
Dissolvenze
e sussurri si offre dunque come un laboratorio di percezione, un
luogo in cui la parola non descrive, ma agisce; non rappresenta, ma
trasforma. La materia inquieta del verso diventa così una forma di
conoscenza, un modo di stare nel mondo attraverso la luce, il corpo,
la memoria. È una poesia che chiede attenzione, che chiede ascolto,
che chiede immersione: una poesia che non si limita a essere letta,
ma che si lascia attraversare, e che restituisce al lettore
un’esperienza di intensità, di movimento, di continua rivelazione.
UNA
POESIA ESTRATTA DALLA RACCOLTA
PennelliL’artificiale penetra immediato
quando sceglie un’apparente bruma
o diurni raggi roventi, che ardono al chiarore
del pennello bizzarro.
Fondono fotogrammi universali
ridestando segreti dal profondo l
librarsi di affinità espressive,
e dilagano estasi dibattute
da medesima forza.
Si accende abbarbicata alle forme
la grafica che osserva il mondo intero
in un amplesso che raccoglie i sussurri.
Il palmo che porta alle labbra
una tenera misura cerca le stelle.
NOTA BIOBIBLIOGRAFICA ESTESA
Antonio
Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Ha fondato e diretto
negli anni 80 la rivista “Prospettive culturali” , alla
quale hanno collaborato firme autorevoli . Redattore della rivista
Realtà al tempo di Aldo Capasso e Lionello Fiumi- Ha fondato e
diretto la rivista “Iride”.
Ha
fondato e diretto la collana "L'assedio della poesia",
dal 1991 al 2006, pubblicando autori di interesse nazionale come
Gilberto Finzi , Gio Ferri , Giorgio Bàrberi Squarotti , Massimo
Pamio , Ettore Bonessio di Terzet, Giuliano Manacorda , Alberto
Cappi , Dante Maffia e altri .
Presente
in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali ,
inserito in molte antologie, collabora a periodici e riviste di varia
cultura - Attualmente dirige la collana "Frontiere della
poesia contemporanea" per “La valle del tempo”
editrice, e la rassegna ”poetrydream” in internet. Presiede il
premio “L’assedio della poesia 2020”.
La
sua opera è stata oggetto di numerosi interventi e saggi critici a
firma,a d esempio di, Massimo Pamio, Plinio Perilli, Elio Grasso e
Bonifacio Vincenzi.
Fra
gli ultimi riconoscimenti Premio “Libero de Libero 2017” –
Premio “Salvatore Cerino 2018” --Premio “L’arte in versi
2018”-- Menzione speciale al premio “Aoros 2017” - Lauro d’oro
alla carriera “Premio città di Conza 2017”- Premio “N. e C. Di
Nezza” Isernia 2018 - . “Premio all’Eccellenza 2019” –
Roma. Premio Silarus 2020 – Premio speciale “Lettera d’amore
2021” – Premio speciale “Iris” 2021- Premio Emily Dickinson
2022- Premio eccellenza alla cultura 2022, Premio speciale alla
carriera “Io ci sto” Napoli 2025.
Tradotto
in francese , inglese , greco moderno , iugoslavo , spagnolo, rumeno,
arabo, turco, cinese .
LE SUE PUBBLICAZIONI
Volumi di poesia: "Ore del tempo perduto" - Intelisano - Milano 1953 + edizione anastatica 2025
"Rintocchi nel cielo" - Ofiria - Firenze 1954
"Erba sul muro" - Iride - Napoli 1965 - prefaz. G. Salveti
"Poesie 74" - SEN Napoli 1974 - prefaz. Dom. Rea
"Affinità imperfette" - SEN Napoli 1978 - prefaz. M. Stefanile
"I diritti senza nome" - SEN Napoli 1978 - prefaz. M. Grillandi
"Angolo artificiale" - SEN Napoli 1979
"Graffito controluce" - SEN Napoli 1980 - prefaz. G. Raboni
"Ingresso bianco" - Glaux Napoli 1983
"Le stanze" - Glaux Napoli 1983 - prefaz. C. Ruggiero
"Fogli dal calendario" - Tam-Tam Reggio Emilia 1984 - prefaz. G.B. Nazzaro
"Candida" - Guida Napoli 1985 - prefaz. M. Pomilio (Premio Adelfia 85 e Stefanile 86)
"Dieci poesie d'amore e una prova d'autore" - Altri Termini . Napoli - 1987 (Premio Venezia 87)
"Infibul/azione" - Hetea - Alatri 1988
"Il tempo scalzato" - All'antico mercato saraceno - Treviso 1989
"L'intimo piacere di svestirsi" - L'Assedio della poesia - Napoli 1992
"Il gesto - le camelie" - All'antico mercato Saraceno - Treviso 1992 (Premio Spallicci 91)
"Dietro il restauro" - Ripostes - Salerno 1993 (Premio Minturnae 93)
"Attese" - Porto Franco - Taranto 1994 - illustrazioni di Aligi Sassu
"Inedito 95" inserito nell'antologia di Giuliano Manacorda "Disordinate convivenze - ediz. L'assedio della poesia - Napoli - 1996.
"Io ti inseguirò" (venticinque poesie intorno alla Croce) - Luciano Editore - Na – 1999
“Rapinando alfabeti” – pref. Plinio Perilli – Napoli 2001 –
“Corruptions” – Gradiva Pubblications – New York . 2004 (trad. Luigi Bonaffini)
“Per lembi” – Manni editori – Lecce 2004 (Premio speciale della Giuria – Astrolabio 2005, Premio Saturo d’argento 2006)
“Fugacità del tempo” (prefaz. Gilberto Finzi) – Ed. Lietocolle – Faloppio 2007 –
“Ultime chimere” – L’arcafelice – 2008
“Fratture da comporre” – ed. Kairòs –Napoli – 2009
“Frammenti imprevisti” – (Antologia della poesia contemporanea) ed. Kairòs – Napoli – 2011
“Misure del timore” – dai volumi 1985/2010 – Ed. Kairòs – Napoli – 2011-
“Il senso della possibilità” – ed. Kairòs – Napoli - 2013 ( premio Sant’Anastasia 2014 + Premio speciale al Camaiore 2014)
“Come un solfeggio” ed. Kairòs – Napoli – 2014-
“Oltre lo smeriglio” ed. Kairos – Napoli – 2014 –
“Ultimo tocco” – Puntoacapo editrice – Pasturana - 2015
“Da mozzare” – Ed. Poetikanten -- Sesto Fiorentino - 2016
“Non ritorni” – Ed. Robin – Torino – 2016 ( premio Le Nuvole – Bertrand Russell 2017)
“Sospensioni” – Ed. Eureka – Corato - 2016 –
“Canzoniere dell’assenza” (pref. Silvio Perrella) – Kairos- Napoli 2018 (premio L’arte in versi)
“Svestire le memorie” – premio Libero delibero – Ed. Fondi 2018
“Istanti o frenesie” – punto a capo editore – 2018
“Polveri nell’ombra” – Oedipus editore – 2019 –
“Ricami dalle frane” – Oedipus 2021 (premio Emily Dickinson 2022)
“Proiezioni al crepuscolo” – Macabor editore 2022
“Riflessi e velature” – Ed. La valle del tempo 2023
“Futili arpeggi” – Ed. La valle del tempo – 2024
“Più volte sciolto” Ed. La valle del tempo 2024
“Ore del tempo perduto” riedizione in anastatica 2025
“Dissolvenze e sussurri” Ed. La valle del tempo 2025
Volumi in prosa :
"Monica ed altri"- racconti - SEN Napoli - 1980
"Pausa di sghembo" - romanzo - Ripostes - Salerno 1994
“Un sogno nel bagaglio” – romanzo – Manni ed. Lecce – 2006
“La mia amica Morèl” – racconti – Kairòs – Napoli 2008
Volumi
per il teatro:
"Il
cofanetto" - due atti - L'assedio della poesia - Napoli 1995
“Vertigini
di colori” un atto per Frida Kahlo – Napoli 2007
________
Di
lui hanno scritto numerosi autori fra i quali Umberto Saba, A. Asor
Rosa che lo ospita nel suo "Dizionario della letteratura
italiana del novecento" e nella “Letteratura italiana”
edizioni Einaudi , Carmine Di Biase nel volume "La letteratura
come valore", Matteo d'Ambrosio nel volume "La poesia a
Napoli dal 1940 al 1987", Gio Ferri nei volumi "La ragione
poetica" e "Forme barocche della poesia contemporanea",
Stefano Lanuzza nel volume "Lo sparviero sul pugno",
Felice Piemontese nel volume "Autodizionario degli scrittori
italiani" , Corrado Ruggiero nel volume "Verso dove",
Alberto Cappi nel volume "In atto di poesia", Ettore
Bonessio di Terzet nel volume "Genova-Napoli due capitali della
poesia", Dante Maffia nel volume “La poesia italiana verso il
nuovo millennio”, Sandro Montalto in “Forme concrete della poesia
contemporanea” e “Compendio di eresia”, Ciro Vitiello nel
volume “Antologia della poesia italiana contemporanea”, Plinio
Perilli in “Come l’ombra di una nuvola sull’acqua”, Carlo Di
Lieto in “La bella afasia” , Mario Fresa nel suo “Dizionario
critico della poesia italiana”, oltre a D. Rea, M. Pomilio, D.
Cara, G. Linguaglossa, M. Lunetta, G. Manacorda , Gian Battista
Nazzaro , G. Panella, Nazario Pardini, Ugo Piscopo, G. Raboni , Enzo
Rega, Carlangelo Mauro, Silvio Perrella, Annella Prisco, Mary
Attento, Adam Vaccaro e molti altri.
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