Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Kof

Il quarto Alef-Bet - 19-22 da Kof a Tav

Immagine
E stai attento  a non cadere, amico mio, non ora, che a scimmiottare il Giusto si perde  il potere di dir sì   alla vita.  Esiste un principio  che in pochi hanno trascritto,  ma nutre il midollo  e le schiere metaforiche  che sono amiche delle tue argille. È il principio  che si chiude con il sigillo  nel fuoco sacro. Siamo figli d'una parola   che ci vincola  a dire la nostra presenza all'altro, il nostro goffo  tentativo d'adesione all'Altro. Stai attento a non cadere, amico mio, non farlo ora, prima di aver detto eccomi , di aver detto  הִנֵּנִי alla falce d'Alef crescente che vedi di lontano. Non cadere ora, amico mio, il passaggio è stretto e non ceda il tuo cuore alla tentazione dell'ultimo respiro. C'è, dopo il sigillo, un silenzio che prepara il ritorno  alla narrazione più antica.  È il silenzio di gestazione,  l'attesa prolifica nella quale  potrai immergerti solo se - come dicevo - il Giusto coinciderà per te con l'Inimitabile

Stanze (SAMECH - AYIN - PEI - TZADE - KOF)

Immagine
  SAMECH (ס) Null'altro da dire: esistono voci lontane e proteggono e custodiscono la parola ancora inespressa di una voce bambina. La prima parola d'un infante è un sibilo di accoglimento di un percorso infinito. AYIN (ע) Mi chiedi cosa sia una visione  e dove si debba poggiare lo sguardo quando un vento freddo scivola sui pori della pelle? Sull'orizzonte sotto i nostri piedi , rispondo. E quando il vento si placa, verso la luce lontana  di stelle già morte. PEI (פ) Un dente deve cadere per passare dalla negazione del creato al suo abbraccio. La parola si deve far chiara per permettere l'infinita interpretazione, eppure, già lo dissi, il mio maestro era balbuziente e sorrideva tra i suoi denti ingialliti al compito sacro della trasmissione. TZADE (צ) E non c'è giusto fuori dalla testimonianza. Né l'etica si poggia su un'intuizione afona. Il Giusto raddrizza la schiena prima di parlare e torna curvo nel silenzio. Chi lo ascolta raddrizza la schiena  di fron

Kof

Immagine
  Alba.  La scimmia ride sul ramo.  Il braccio nel fango,  là,  dove si incagliano ostinate  parole d'imitazione.  Sole allo Zenit.  Sul palmo della mano  la gemma, dal limo.  Pura, unica  illesa.  La scimmia non ride più  saltella cento volte  sui quattro punti  cardinali.