Post in evidenza

Parole e sabbia


Parole abbandonate 

suoni privati 
di significato 
ritorno a sé 
e il mare 
mai pronunciato 
biglie che cozzano 
tra loro 
incapaci di stasi

Commenti

  1. È immobile la sabbia, finchè non ci poggi il piede o s'alza il vento. O un paguro lascia la sua conchiglia dove finisce il mare e muore l'onda e lesto s'inabissa nei granelli . Quel guscio vuoto a riva porta il suo odore, aspro dei suoi umori. Cosi è ogni casa o valva dove qualcuno manca, immobile negli arredi ma fragranza di presenza. Così vive la vita, a oltranza. Sopravvivendo anche all'afrore, pungente e acuto com'è quello del dolore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un commento davvero toccante in cui percepisco una poetica traccia di dolore. Grazie. Il vuoto, certo, porta memorie, ricordi del riempimento, di ciò che fu o sarà, della vita piena e ricca del flusso di suoni, odori, vibrazioni che la contraddistingue. Ed è vero, anche di questa linfa di sopravvivenza alla mancanza procede la vita. Quando qualcuno manca da una casa e ne ascoltiamo i silenzi, le mancanze è la suo nome che dobbiamo appellarci, che la chiamata è sempre una via di ricongiungimento anche con chi cessa di esistere nella casa della nostra vita. Grazie ancora, il Suo commento fa riflettere chiudere per un attimo gli occhi con pudore e empatia.

      Elimina

Posta un commento