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Itaca

Foto di Oscar Tempesti

I palmi delle mani, 
come bucce d'arancia, 
parlano la lingua antica 
dei flauti di Pan. 

Quando afferrano le cime 
soffia nelle vele 
il vento dell'ignoto 
e il sale negli occhi 
spreme lacrime, come schegge.

Il canto dei marinai 
allora tace, 
e il velo che hai prescelto 
per il volto più stanco 
si tinge d'ocra. 

Io non posso volgermi 
al tuo ricordo, Itaca, 
e il ritorno è impossibile, 
lo sai, 
per la guardia dell'abisso.

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